Bella Ella Eyre

Qualche settimana fa sono stata all’evento BRAND NEW MTV all’Islington Assembly Hall di Londra. Sul palco visi giovani e promettenti degli artisti che faranno parlare di sé nel 2014.
La serata è stata aperta dalla voce deep e bluesy di George Ezra che ha incantato la platea con la sua pienezza e la sua maturità seppur si esibisse accompagnato di una sola chitarra.
La voce che però più mi ha colpito è stata quella di Ella Eyre. Forse un po’ eccessiva nell’esibizione live, ma con un gran talento, l’ex studentessa della BRIT (scuola prestigiosa inglese) mi è sembrata una leonessa sul palco. Non solo per i capelli ma per la sua padronanza nel corpo e nella voce. In un corpicino ancora così giovane, sfodera una voce sgranata e meravigliosa, trascinante nel suo groove, ha una tale libertà nel corpo che finisce per coinvolgere tutti.
A chiudere la serata Katy B, altra voce molto bella, gentile, perfetta. Forse meno carismatica di Ella, ma questa resta una mia personale opinione.

Condivido con voi un’esibizione live di Ella Eyre. Sentiremo presto parlare di lei, ancora per molto.

 

 

La musica di PAWWS

Ho avuto l’occasione di vedere e ascoltare PAWWS live a Londra qualche mese fa. Strana la sua performance on stage, un po’ timida e sottotono per certi versi ma la sua musica la trovo molto cool e sicuramente la sua voce ed eleganza sopperiscono parecchio alla sua presenza un po’ sbiadita. Di seguito potete trovare una delle sue canzoni. Sta lavorando al nuovo album per il 2014 e spero di poterla rivedere presto live, personalmente credo sia un personaggio da tenere sott’occhio per l’anno prossimo.

Godetevela! E buon weekend!

 

 


Hurts al Troxy di Londra: wonderful night, wonderful life.

Hurts Hurts e ancora Hurts. Riporto alla mente la serata di ieri sera al Troxy di Londra e riesco ancora a carpirne i momenti più emozionanti: il corpo scatenato di Theo il cantante, la faccia compiaciuta e mai troppo scomposta di Adam alle tastiere, il pubblico eccitato ed intento ad acclamare questi due giovani inglesi che sono riusciti con la loro musica a superare i confini e ritagliarsi un posto privilegiato nella scena musicale contemporanea. Ripetutamente, la mano sul cuore di un emozionato front man che forse ancora deve realizzare quanto la sua figura, la sua voce e i suoi messaggi siano capaci di scuotere la folla. I migliaia di lustrini cadenti a fine concerto ad inondare il pubblico ancora troppo caldo per aspettarsi che il concerto possa veramente concludersi.

Loro sono gli Hurts: suoni schizofrenici, melodie pop-rock unite a distorsioni scure, eccentriche, coraggiose. Inconfondibile la voce di Theo, così ricca di colori e intenzione. Testi dai significati multipli, parole di sofferenza e di passioni, ricerca personale e instabilità accompagnate a suoni più leggeri, quasi onirici, naif. Una prima parte troppo timida forse con Theo in apparenza un po’ stanco. Poi, con Blood, Tears and Gold proposta in versione acustica, con quei due ragazzi incorniciati da una luce calda e il pubblico in silenzio, attento a non rovinare quell’attimo di magia, il contatto si fa più intenso, ed è subito magia. L’emozione visibile negli occhi Theo in Unspoken scardina definitivamente gli ultimi residui di inaccessibilità e regala ai presenti un’energia contagiosa ed emozioni travolgenti.

Con le indimenticabili SundayStay cantate a squarciagola, gli Hurts si assicurano l’abbraccio finale della folla che non può che apprezzare e godersi una serata come questa.

Mi è capitato di assistere ad uno show degli Hurts a Milano. Bello vederli a casa loro, dove l’emozione è tangibile e cattura anche i cuori dei più timidi. Una grande chimica artistica tra i due musicisti che traspare in ogni canzone e si amalgama in modo armonioso agli arrangiamenti più maturi del loro secondo lavoro Exile.

Nicole Scherzinger – versione acustica di Counting Stars

Gironzolando per il web mi sono imbattuta in performance di Nicole Scherzinger

Lo condivide Nicole Scherzinger sulla sua pagina twitter. Personalmente, lo trovo molto bello, emozionante. Amo la sua voce e l’intenzione. Intensa. Ovviamente la canzone si presta, ma la sua grande voce e personalità aggiunge quel non so che di magico. Che ne pensate?


Lissie: Back to forever

Album istrionico quello di Lissie pubblicato ad inizio ottobre. Anticipato dal singolo Further Away ricco di sonorità anni ’80 risalta piacevolmente la voce colorata e particolare della cantautrice americana. Una voce matura che travolge nelle sue storie di vita e autoconsapevolezza e che scivola tra sonorità folk e rock mostrandosi in tutti i suoi colori. Un album piacevole, in linea con la figura e la personalità della cantautrice che è capace di interpretare amabilmente anche i brani più semplici dal punto di vista della scrittura musicale. Originale per la sua immagine fresca e vera. Ambiziosa nel voler sembrare scollata da ogni tipo di dinamica commerciale riesce ad incarnare molto bene il suo personaggio meticolosamente cucitogli addosso.

Sognante e ingenua l’atmosfera di Back to forever che dà il nome all’album anche se non è certo il brano che più sembra dare spazio alla sua espressione canora e di cantautrice. Sonorità particolarmente interessati per Shameless e atmosfera ricca e intensa in Mountaintop Removal dove forza, calore e potenziale vocale di Lissie si espongono maggiormente e sembrano incidere il brano con delicata sicurezza.

Mi sembra di ritrovare verità e cuore in questo album. Ne apprezzo i suoni, i colori la produzioni, lo scorrere dei brani. Riascolto con piacere questa voce che mi pare abbia parecchio da dire e da esprimere. Una voce matura nonostante la giovane età. Una produzione azzeccata che unisce buon gusto, musicalità con acutezza commerciale.

 


Mani in alto per Jay-Z

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Una location fantastica la O2 Arena di Londra, perfetta per godere dei migliori concerti. Un’atmosfera travolgente compatta il pubblico e tra i corpi danzati ed eccitati scorre un’energia contagiosa, a tratti magica. Se poi finisci per avere una star come Jay-Z sul palco, tutto diventa più facile, e non puoi che apprezzare e goderti la serata.

Due ore di concerto quello di Jay-Z, scandite dai brani del suo ultimo lavoro Magna Carta Holy Grail e dalla presenza di Timbaland a riempire i vuoti di attesa del suo cambio abito. Su di un palco minimal e quasi scolorito, la figura di Jay-Z appare imponente, massiccia, accattivante. Il suo rapper travolge, abbraccia le migliaia di persone in piedi ad applaudirlo. Nel mezzo qualche hit del momento, tanto per ricordare che ci troviamo davanti ad uno dei rapper più famosi dell’industria musicale. Scontato il finale ma pur sempre un gran finale. Forever Young che sorvola sulle migliaia di cellulari lucenti, impazienti di catturare l’immagine più bella. Con la sua immagine low profile, sembra voler tornare all’origine Jay-Z, così scollato dalla sua proiezione di celebrity acclamata, dai comportamenti stereotipati. Così lontano da ciò che ci si aspetterebbe da un profilo come il suo.

Le sue canzoni, le sue hit, la sua performance parlano da sè. Il pubblico fa il resto e finisci per dimenticare di essere di fronte ad uno dei più potenti ed acclamati rappers e produttori della scena mainstream. Nonostante quel timido palco con i musicisti nell’ombra, resta ancora qualche traccia di eccesso hip-hop nel collanone luccicante e pesante appeso alla sua T-shirt nera. Ma questo fa parte del contesto, di quel personaggio, ex spacciatore, che di successi ne ha raccolti tanti nella sua carriera. Spaccone a tratti, ma come chi può permettersi di esserlo. Per il resto, non serve mostrare altro. Forse perchè ci troviamo di fronte ad un personaggio che al suo livello, non ricerca più ossessivamente quell’immagine eccessiva per far parlare di sè.