Perchè smetterla di confrontarsi con gli altri

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Confrontarsi con gli altri è una partita persa già in partenza. Eppure è una delle azioni preferite dell’essere umano. Ci piace giudicare, e credere che il nostro giudizio sia perfetto, estremamente preciso, veritiero. Ecco almeno 4 buoni motivi per i quali servirebbe smetterla di confrontarsi con gli altri.

1. Questione di energia: confrontarsi continuamente con gli altri porta allo sfinimento e ci distoglie dai veri obiettivi. Che sia sul lavoro, in famiglia o nella vita privata, non si può mai veramente pensare di paragonare due o più individui. Ognuno ha la propria storia, le proprie avventure e le proprie croci da portare e non tutto ci è dato da vedere veramente.

2. Avendo storie diverse, diverse sono anche le mete e gli obiettivi. Vi sono infiniti percorsi che portano ad infiniti risultati. Confrontarsi sì, ma senza incamerare troppa rabbia o gelosia. Interessante sarebbe se il confronto diventasse costruttivo e capace di spingerci oltre i nostri limiti. La chiave allora è quella di valorizzare grandi personalità che prima di noi hanno ottenuto grandi risultati, anche in aree diverse e coltivare la pazienza e la costanza di poter vedere un giorno realizzare anche i nostri sogni più cari.

3. Dal confronto rabbioso, triste o pauroso con gli altri non può che crearsi uno spazio tutt’altro che produttivo e positivo. Da questo spazio non possono certo nascere o svilupparsi grandi idee. E di certo, non vi può essere alcun spiraglio per una crescita personale, un miglioramento.

4. Finiamo per scollarci da ciò che conta veramente e da ciò che chiamiamo ‘successo’ . La maggior parte finiamo per confrontarci con gli altri spinti dalla foga di avere successo. Una mente che chiamerò ‘fissa’ non fa altro che focalizzarsi sul raggiungimento degli obiettivi, sul paragonarsi agli altri, a chi può avere la meglio, e si demoralizza ben presto quando le cose non vanno come dovrebbero. Una mente sarà sempre infelice perché incapace di valorizzarsi veramente e mossa spesso da reazioni anziché da azioni. La mente ‘fissa’ infatti ama reagire al successo degli altri, per dimostrare di essere migliore. Una mente invece ‘in espansione’ invece è sempre costruttiva. Valuta il successo da quante cose impara ed assimila ogni giorno, si confronta con gli altri per carpire soluzioni e assorbire conoscenze, ama condividere e non ha mai paura di fallire. Il confronto distruttivo non esiste in una mente in espansione che è sempre pronta ad imparare.

Diritti delle donne. Cosa ci spinge a fare di più.

Ci sono ancora molti diritti che riguardano la donna e la sua immagine sui quali servirebbe soffermarsi.
Ci sono modi diversi che culture diverse adoperano per limitare il potere della donna o comunque per non riconoscere la completa parità. A volte ci è più facile criticare i modi degli altri e per paura di essere “invasi” in quelli che potrebbero essere i nostri valori (?) ben radicati ci sentiamo in dovere di batterci a difesa di ciò che ci sembra così ingiusto.

Ora, ovviamente, credo sia essenziale e giusto battersi per i diritti di ogni donna. Inoltre, spesso una visione esterna, un aiuto esterno possono fare di più. Ma qual è la vera ragione che ci spinge a farlo? Il reale coinvolgimento verso un problema, la sensibilità verso un diritto non riconosciuto oppure il nostro sano egoismo nel voler proteggere i nostri valori che non intendono essere minimanete influenzati o come alcuni citano “contaminati” da altre culture?

Se vi è un reale senso del diritto per la donna allora ogni stato dovrebbe provvedere a proteggere e a favorire questo diritto all’interno del proprio territorio. Sarebbe un ottimo inizio, per esempio.

Creatività per tutti!

Mi piace pensare alla creatività come ad una terapia. Le nostre emozioni, quelle che ci portiamo dentro hanno un potenziale enorme e se riusciamo ad utilizzarle per creare qualcosa di nuovo il risultato diventa straordinario.

A volte si tratta semplicemente di avere un po’ di coraggio. Il rischio è quello di giudicarsi ma la realtà è che tutto quello che parte da emozioni genuine non può che essere un dono. Quello che raccontiamo attraverso la nostra creatività è la nostra vita, sono le nostre storie. Credo fermamente in tutto ciò. Specie in quei giorni bui dove tutto sembra andare per il verso sbagliato. È vero che l’arte ci cura, ma forse siamo noi a permettere che questo accada. Partendo da quello che bolle dentro di noi, da quella rabbia inespressa, dal rancore ancora latente. L’emozione da passiva diventa proattiva e produce risultati notevoli che fanno bene non solo a noi ma alle persone che hanno la fortuna di assistere alle nostre creazioni. Se restiamo genuini nella nostra espressione riusciremo a toccare il cuore di chi ha il tempo e il desiderio di accogliere la nostra creatività.

Ho visto persone utilizzare emozioni pesati e creare dipinti meravigliosi. Ho ascoltato canzoni potenti scritte da persone con passati difficili che hanno saputo toccare il cuore di tutti gli spettatori che stavano a guardare. Ho vissuto in prima persona il potere di emozioni latenti espresse per caso in un giorno di pioggia da una voce colma di significato che facevo fatica a riconoscere come mia. E ho visto persone che mai avrebbero pensato di poter essere creativi, emozionarsi di fronte alla propria magia espressa attraverso metodi nuovi, così vicini alle loro emozioni.

Quindi, se alla fine guardiamo la creatività da questo punto di vista, una volta acquisita la capacità di rimanere genuini e leali con noi stessi, il risultato non può che soprenderci. Purtroppo non tutta la vera arte riesce ad imporsi nella nostra società. Ci sono ben altri fattori da considerare qualora si volesse promuovere qualcosa di creativo. Ci sono le regole del marketing che alle volte vanno ben oltre, e distruggono tutto quello che di genuino c’è in una performance artistica. Ma questo è un altro argomento.